
Lombardi vuole riportare a casa il Cavalluccio
Maggio 30, 2008ERNESTO CURCIONE «Da oggi i miei avvocati hanno il mandato di trattare con il curatore fallimentare sulla vendita del cavalluccio e dei beni immateriali della vecchia Salernitana». Parole e musica di Antonio Lombardi, presidente della Salernitana, che ieri non ha partecipato alla terza asta per aggiudicarsi il marchio, lo scudetto, la denominazione sociale ed il dominio web della fallita Salernitana Sport S.p.A. La trattativa sarà portata avanti dal prof. Rino Sica e dall’avvocato Roberto Malinconico che quindi avranno nel più breve tempo possibile un incontro con il curatore fallimentare, Tommaso Nigro. Gli esiti della trattativa saranno poi portati dinanzi al Giudice Delegato. Il massimo dirigente della Salernitana sembra quindi intenzionato a fare sul serio per ciò che riguarda l’aggiudicazione di ciò che rappresenta a tutti gli effetti la storia della società granata. Finora la Salernitana, per bocca del suo presidente, è sembrata sempre vaga su questa questione che sta molto a cuore ad una gran parte del tifo salernitano ma ora è arrivato il momento delle decisioni e Lombardi con questa intenzione ha dimostrato di non essere indifferente alle istanze di chi non ha mai voluto arrendersi alla sparizione dell’amato ippocampo. Come ampiamente prevedibile la terza asta è andata deserta. Ieri nei locali di Via Papio il Giudice Delegato, Guerino Iannicelli, non ha potuto far altro che constatare l’assenza di offerte riservandosi di fissare una ulteriore data che sarà, presumibilmente fissata nella prima decade di luglio. La base d’asta resterà di 420.000 euro più IVA e non subirà ulteriori ribassi anche perché il prezzo ha già subito una decurtazione della metà rispetto alla cifra stabilita dal perito del Tribunale di Salerno in sede di fallimento. Ma ieri gli impiegati del Tribunale fallimentare hanno avuto una sorpresa perché lungo Via Papio è stato esposto uno striscione dal Club Plaitano che recitava eloquentemente: «Il simbolo di una città. L’orgoglio di noi ultras. Ultrà Plaitano». Un modo come un altro per testimoniare quanto la gente sia affezionata all’ippocampo ed è disposta a tanto pur di rivedere lo storico simbolo. Lo striscione è poi stato rimosso per non ostruire il passaggio. Anche su quest’aspetto il popolo del web si sta mobilitando perché i sostenitori della Salernitana Sport hanno aperto un blog all’indirizzo www.tifosidellasalernitanasport.blogspot.com nel quale ci sono articoli e commenti sulla questione del cavalluccio. Un blog molto visitato dai cybernauti anche perché dai toni pacati e dai contenuti interessanti. Una sorta di pungolo per la Salernitana Calcio a non dimenticare la propria storia. Adesso sembra che la musica possa cambiare e che Lombardi e Murolo abbiano compreso l’importanza di una mobilitazione che adesso sembra ancora povera nei numeri ma che è destinata ad aumentare nel tempo. Insomma, Lombardi e Murolo sono chiamati a fare ciò che solo pochi anni fa hanno fatto i fratelli Della Valle per la Fiorentina e Cairo per il Torino a cifre ben più onerose dei 420.000 euro stabiliti dal tribunale per il cavalluccio granata. Angelo Di Livio, centrocampista della Fiorentina prima e della Florentia Viola poi, indossò una maglietta con su scritto: «Ridatemi la mia Fiorentina» per convincere Della Valle ad acquisire il marchio. Non ci aspettiamo che lo faccia anche Luca Fusco per convincere Lombardi. Forse il presidente ha già capito come muoversi ma i tempi non sono strettissimi per rivedere l’ippocampo sulle magliette. Occorre fare in fretta.
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